sabato, 27 giugno 2009
Here comes the sun

 

Quattro tagli, quattro lacrime sulla pelle.

Quattro bombe, quattro gocce di pioggia su questo orrore.

Su questo scheletro vivo, su questo essere spogliato di tutto, avvolto soltanto d’amore.

In questo mondo di cadaveri ambulanti, c’è chi vive da morto, perché non può fare altro per differenziarsi dagli pseudo vivi.

C’è chi vive da morto e s’è raffreddato. Nelle sue vene stalattiti di sangue ghiacciato. Il suo cuore è una roccia senza più elasticità.

Da molto la frattura è avvenuta, da molto l’arida desolazione. Tutto è deserto, tutto è crollato, tutto è niente.

 

C’è invece chi sceglie di vivere da vivo.  Chi è vivo era morto, l’attimo prima.

E sul suo corpo scarnificato scorrono lacrime che lavano altre lacrime,

pioggia che lava sangue, amore che lava il nulla.

Tanta guerra lo ha incenerito, tante bombe lo hanno annientato,

tante schegge crocifisso, piegato del dolore, al terreno umido.

Ma lui sapeva che era solo dolore fisico, e l’ha benedetto:”Sento dolore, io sono VIVO”.

E nella notte ha dimenticato i suoi peccati. La sua spossatezza l’ha trascinato sull’asfalto bagnato, su cui ora si riflette la luce, in cerca di passanti.

Qualcuno si è fermato. L’ha osservato. Ma non ha compreso il santo delirio del guerriero.

Qualcuno –uno su mille- l’ha inteso. Una volta era morto anche lui. E ci si ritrova a guardare il tramonto.

Ed a cercare raggi verdi. Ed a contare le gocce.

Uno-due-tre-quattro.

E si legge nel cuore dell’uno e dell’altro, così.

Anche senza il raggio verde.

La pioggia sta scemando.

Quattro lacrime sulla pelle.

Contano ancora le gocce. Una ad una.

Ma c’è anche il sole.

C’è  luce.

C’è amore.

 

[QUESTA ACCOZZAGLIA DI PAROLE LA DEDICO A LUI, il mio orso bruno peloso mangiasalmoni.]

 

[Causa trasferta sportiva a Bééééri (Baresi, se volete vedere mazzate tra donne, non esitate e venite a vederci –sì faccio pubblicità-) non potrò essere al pc domani. Con un giorno di anticipo, quindi, faccio gli auguri di buon compleanno alla splendida vodkasilenziosa. Auguri a Manuela, da domani ventenne. Baci ;)]

meryem alle 17:25 in:
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giovedì, 25 giugno 2009
A chiunque si senta svuotato, stanco, troppo debole per continuare. Io ho sempre letto questa poesia di Kipling nei momenti peggiori. La conosco fin da quando ero piccolissima, una bimbetta alta più o meno... quanto ora (ebbene sì, crescevo molto alta, ironia della natura matrigna), attraverso una storia e ricordi tragici, dolci e  commoventi. Oggi, io la condivido con voi lettori.




SE...


Se riesci a mantenere la calma quando tutti intorno a te
la stan perdendo e te ne attribuiscono la colpa,
se sai aver fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te
ed essere indulgente verso chi ti dubita;
se sai aspettare e non stancartene,
e mantenerti retto se la calunnia ti circonda
e non odiare se sei odiato,
senza tuttavia apparire troppo buono né parlare troppo da saggio;
se sai sognare senza abbandonarti ai sogni;
se riesci a pensare senza perderti nei pensieri,
se sai affrontare il Successo e la Sconfitta
e trattare questi due impostori nello stesso modo;
se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto
distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui;
se sai guardare le cose, per le quali hai dato la vita,
distrutte e riesci a resistere ed a ricostruirle con strumenti logori;
se sai fare un fascio di tutte le tue fortune
e giocarlo in un colpo solo a testa e croce
e sai perdere e ricominciare da capo
senza mai lasciarti sfuggire una parola su quello che hai perso;
se sai costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi muscoli
a sorreggerti anche quando sono esausti,
e così resistere finchè non vi sia altro in te
oltreché la Volontà che dice loro: "Resistete!";
se riesci a parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà,
o ad avvicinare i potenti senza perdere il tuo normale atteggiamento,
se nè i nemici né gli amici troppo premurosi possono ferirti,
se per te ogni persona conta, ma nessuno troppo;
se riesci a riempire l'inesorabile minuto
dando valore ad ogni istante che passa:
il mondo e tutto ciò che è in esso sarà tuo,
e, quel che conta di più, tu sarai un Uomo, figlio mio!



meryem alle 12:33 in:
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lunedì, 22 giugno 2009


Sulle crepe della notte, sui palazzi


su uno spiedo di stelle ti chiamo

e non c'è dazio: solo una bruma

di confine e un sogno

da portare agli occhi

prima che il sole arda

un giorno ancora e le mie mani

ancora sole.


[L'avrete riconosciuto. Versi di Raffaele Milite. Quando me li ha donati vedevo gli occhi da tigre lustri  riflessi nei ventri anteriori dell'auto.]





[ [ L'avevo promesso e lo faccio. Fatinadeimuffin, questi versi regalatemi li pubblico pensando anche a te, ed al tuo blog, uno dei più brillanti mai letti, che spero riapra presto. Fatì: sii forte. Lo sei già. ] ]






meryem alle 14:15 in:
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giovedì, 18 giugno 2009
Cunicolo in fiore

Si è fatta notte e sono stanco.


T' ho vista nascere dall' ombra triste
chiedere sguardi a ciechi passanti
fuggire di spalle, inascoltata
tornando nell' ombra facendoti sogno.

Si è fatta notte e ho aperto le braccia:
in cunicoli in fiore ti vengo a cercare.



[Ancora uno splendido regalo da parte di Raffaele Milite. Foto e versi sono suoi... o meglio, ora, miei.]
meryem alle 20:19 in:
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giovedì, 11 giugno 2009


Quando eravamo

su strade diverse

la stessa impronta.


[un regalo di Raffaele Milite alla sottoscritta. Per me, con te]


 

 

meryem alle 13:03 in:
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