venerdì, 31 ottobre 2008
Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l’amore fosse eterno: e avevo torto.

Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l’oceano e sradicate il bosco;
perché ormai più nulla può giovare.

LUI NON MI AMA.

meryem alle 23:12 in:
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sabato, 25 ottobre 2008

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.

Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

 

 

Esultavo ad un tuo sorriso, ad ogni tua parola, alla nostra canzone, esultavo amandoti. Mi dannavo per la pesantezza dell’assenza, e di nuovo esultavo per la leggerezza della presenza. Mi inginocchio di fronte a te.

Esultavo accarezzando il ventre piatto, nel letto, esultavo per il vuoto allo stomaco. Mi dannavo per la pesantezza della presenza, e di nuovo esultavo per la leggerezza dell’assenza. Mi inginocchio di fronte al water.

Poi un giorno ci si inginocchia e ci si schianta. Si rimane sbigottiti e rintronati, perché il proiettile è arrivato alle spalle. Ma ho scelto questa vita difficile, e si sopportano zampilli di sangue in silenzio, sottomessi.  

Arresto il cibo dell’anima in fondo alla gola, la mia eroina si ammassa nello stomaco, e il peso mi fa sprofondare.

Io vorrei che tu, mia ragione di vita, smettessi di essere possibilmente letale.

Io sono la “mula”, io trasporto quest’inferno e questo paradiso, muovendomi accorta, senza fare rumore, sussurrando impercettibilmente, con le ballerine scure lucide, con gli occhi scuri lucidi.

Vorrei che tu avessi il coraggio di uscire allo scoperto, e vivere per quello che sei, e vorrei che al prossimo rigetto nel water, tu possa liberarti e gridare al mondo la tua esistenza.

Tu sei la mia malattia, sei la mia cura, sei il mio amore, sei la mia ultima occasione.

Perché ti desidero?

meryem alle 22:35 in:
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venerdì, 10 ottobre 2008

Nessun lassativo mi potrà mai salvare da questa infelicità, nessuno spazzolino ficcato in gola per vomitare mi farà mai stare meglio.

Ho il cuore pesante, lo stomaco un macigno. Mi sono ingozzata. Vorrei reprimere tutto con il cibo e poi vomitare anche l’anima.

Vorrei piangere, vorrei esplodere. Ma il mio essere non esplode mai. Implode.

Vorrei che almeno una volta nella vita, ciò a cui tengo non mi sfugga dalle mani. Ma non è così. Mi dico sempre: -Mary, stavolta andrà bene, e sai perché? Perché non ti deve mai andar bene niente? Per una sola, stramaledetta volta, DEVE andare bene! Stavolta andrà bene, vedrai, e avrai un pezzetto della tua sacrosanta felicità.- Ma non va mai bene. Ritorna nel fango dove meriti d stare, illusa.

Vorrei andare a dormire e non risvegliarmi. Mi piace dormire. Forse sono felice quando dormo. Vorrei dormire per sempre.

Vorrei che lui mi avesse abbracciato prima di dirmi addio. Vorrei tanto che non mi odiasse come mi odia ora.

Vorrei non avere il blocco dello scrittore. Vorrei saper scrivere decentemente.  Vorrei saper finire una storia.

Vorrei che questo dolore allo stomaco siano i lassativi che stanno facendo effetto.

meryem alle 23:08 in:
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