lunedì, 08 settembre 2008

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Distrutti residui di uomini, anime cadute, stavano, quella sera, seduti ad ascoltare quanti battiti al di sopra del normale il loro cuore stesse compiendo. Fissavano i libri e le carte che avevano di fronte senza in realtà vederli sul serio. Entrambi i poveri assetati di giustizia, aspettavano, da un momento all’altro, da un’ora all’altra, d’essere giustiziati.  Madeleine era in uno stato di irritabilità, di angoscia, tremava quasi. Sentiva un senso di vomito risalire alla gola. Era in ansia. Aspettava lo schianto.

Il caldo l’aveva costretta ad aprire il balcone. Vedeva così l’altro povero condannato. Aveva la finestra aperta. Chino anche lui sulla scrivania, era a  torso nudo. Fingeva di leggere. Se stesse leggendo sul serio, pensò Madeleine, avrebbe già acceso la lampada. E non era possibile leggere. L’inferno da lui già era cominciato. La consorte strillava e menava botte ai figli piangenti. Poi stufa, si precipitò nella stanza del marito, e con occhi iniettati di sangue, paurosi, spalancati, fuori dalle orbite, cominciò a smembrarlo, a sfiancarlo, a sfibrarlo. Lui non si muoveva, non batteva  ciglio. Era ancora immobile. Fissava il vuoto. Madeleine fissava la scena da neppure una ventina di metri di distanza, con il mento ancora attaccato al petto, fingendo di leggere. Nessuna clemenza per il povero martoriato. La moglie s’accorse dello sguardo estraneo. Si avvicinò alla finestra. La chiuse. Madaleine raccolse i suoi libri, e cominciò a prepararsi per il suo plotone d’esecuzione.

Madeleine prendeva il treno, diretto alla grande metropoli,  ogni mercoledì ed i fine settimana,  alle nove di sera. Si metteva un tubino, i tacchi alti, tratteggiava una linea sottile nera sulle palpebre mobili degli occhi, e dava un tocco di rossetto rosso sulle labbra. Giungeva alla city e prendeva la metropolitana. Riemergeva dal sottosuolo e, ubriaca d’universo,  contava i  passi, i circa seicento passi che la conducevano al suo nido di lenzuola. Arrivava al portone, e si diceva “Adesso scappo”.  E stava ferma, lì immobile. Tirava fuori le chiavi ed entrava.

… continua

 

 

 

 

 

meryem alle 00:25 in:
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