Prima non c’era pace tra gli ulivi. Ti regalavo un ramoscello, una volta l’anno, in segno di pace, ma non c’era pace tra gli ulivi. Prima di approdare a Sapri, rivedevo i miei luoghi natii, rivedevo scene a me familiari. Rivedevo su quest’altura, in questo deserto verde, in questa arida desolazione, il mio amico ulivo, dal largo fusto, che mi chiamava, che mi sussurrava di andargli incontro e di abbracciarlo. Ma non era ancora quello il momento. Rivedevo dal finestrino dell’auto, sulla destra, i monti erosi dalla solitudine; sulla sinistra, la costa, ultimo baluardo dell’eroismo locale. Ed io, al centro, l’erba secca dell’essenza umana. Diretta a Sapri, ricordavo le illusioni, i sogni dei tempi andati, le speranze che ci rendevano contenti. E non ero passato, ero solo futuro. Ero solo vita futura. Ero quella foto in cui sorridevamo, e ci facevamo le corna con le mani.
I cellulari non prendevano. E sì che allora i cellulari non c’erano. Non c’era linea neppure quel giorno. Se dovevi dirmi qualcosa, dovevi dirmelo in fretta, ché sarei entrata in una galleria e lì il cellulare non prendeva. Dovevi dirmelo allora. Sulla strada ghiacciata correvano ombre di fantasmi, ombre gelide e pallide. L'aria era più limpida della mia follia. Vidi un lampo. Continuai la corsa. Il cellulare non prendeva.
Ma non verso il mare, non sulla costa. Ritornai come un ladro che va per scassinare una casa, nell’ora che non pensiamo. Ritornai al mio luogo precluso, troppo a lungo precluso, a latitudine 40°6'28"80 N e longitudine 15°26'11"04 E. Ritornai a casa come un ladro. Ritornai dal mio ulivo, alla mia terra, e lì vi entrai del tutto, lì mi ricongiunsi alle mie radici. Ritornai a latitudine 40°6'28"80 N e longitudine 15°26'11"04. lassù dove nessun cellulare prende, lassù dove nessuno è raggiungibile. Abbracciata al mio povero ulivo, danzerò in eterno.

I sentimenti finiscono inevitabilmente ad essere come respirare. E tutti noi sappiamo cosa succede quando tratteniamo troppo a lungo il respiro.
Post nato provvisorio, post che non cancellerò, nonostante sia sgrammaticato, disarticolato, disorganico. Che la lingua italiana mi scusi. Gli studi leggiadri/ talor lasciando e le sudate carte, il cuore sobbalza al pensiero di lui, e nell'immediatezza scrive parole d'amore. Dunque, senza senso.
Amore, sappi che sono orgogliosa di te, anche se so che non te lo dirò mai. So che ci sarà l'altra a dirtelo. Metticela tutta domani, so che puoi farcela, io credo in te, se avessi potuto ti avrei seguito pure in capo al mondo. Ma c'è già lei. Ed io non conto. Amore, so che puoi vincere. Realizza il tuo sogno, se tu sei felice, lo sono anche io. Anche se, in questa felicità vorrei essere compresa anche io...
Amore, vinci anche per me. Ti voglio bene. Lo so che non ho il diritto di dirtelo. Lo ha solo Lei. Spero che qualsiasi cosa tu stia facendo ora, ti possa arrivare un pò del mio affetto. Tesoro, fatti valere, sei un grande.
Luca, sono orgogliosa di te.
Mariella
















